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TUA MADRE HA UNA PELLICCIA?

LA MIA NON L'HA PIU'




Chiedo scusa alla favola antica
se non mi piace l'avara formica.
Io sto dalla parte della cicala
che il più bel canto non vende,
regala.

(Gianni Rodari)






Il disertore

In piena facoltà,
Egregio Presidente,
le scrivo la presente,
che spero leggerà.
La cartolina qui
mi dice terra terra
di andare a far la guerra
quest'altro lunedì.
Ma io non sono qui,
Egregio Presidente,
per ammazzar la gente
più o meno come me.
Io non ce l'ho con Lei,
sia detto per inciso,
ma sento che ho deciso
e che diserterò.

Ho avuto solo guai
da quando sono nato
e i figli che ho allevato
han pianto insieme a me.
Mia mamma e mio papà
ormai son sotto terra
e a loro della guerra
non gliene fregherà.
Quand'ero in prigionia
qualcuno m'ha rubato
mia moglie e il mio passato,
la mia migliore età.
Domani mi alzerò
e chiuderò la porta
sulla stagione morta
e mi incamminerò.

Vivrò di carità
sulle strade di Spagna,
di Francia e di Bretagna
e a tutti griderò
di non partire piú
e di non obbedire
per andare a morire
per non importa chi.
Per cui se servirà
del sangue ad ogni costo,
andate a dare il vostro,
se vi divertirà.
E dica pure ai suoi,
se vengono a cercarmi,
che possono spararmi,
io armi non ne ho.

 



14 gennaio 2008

Un anno con Emergency

foto archivio Emergency



Dal sito di
Emergency...

L’anno passato, nei Centri chirurgici e in quelli pediatrici e di maternita’ di Emergency, oltre 350.000 persone hanno ricevuto le cure di cui avevano bisogno. E le hanno ricevute gratuitamente, perche’ insieme al bisogno ne avevano anche diritto.
E’ questa la prima voce del nostro “bilancio del 2007”. Abbiamo assistito con professionalita’ e passione un grande numero di esseri umani.
Nel 2007 ci siamo anche trovati, in Afghanistan, ad occuparci di rapimenti e di scambi di persone. Non lo abbiamo voluto ne’ cercato, ma abbiamo deciso che era nostro dovere fare tutto il possibile perche’ una vita umana in piu’ potesse sfuggire alla spietata criminalita’ della guerra. E abbiamo dovuto pagare le conseguenze degli sporchi giochi della politica di chi fa la guerra.
Siamo stati attaccati da molte parti e in modi diversi. Rahmatullah Hanefi, manager dell’Ospedale di Emergency a Lashkargah, ha dovuto subire tre mesi di carcere nel totale isolamento. Su di lui (e su Emergency) sono piovute calunnie e infamie gratuite.
E’ stato fatto di tutto per cacciare Emergency dall’Afghanistan. Siamo stati accusati di curare i nemici, e si e’ fatto di tutto per impedirci di curarli.
Questo ci e’ sembrato intollerabile, e abbiamo preferito chiudere temporaneamente tutte le nostre strutture piuttosto che accettare quella imposizione.
Abbiamo lasciato l’Afghanistan per due mesi, fino a quando ci e’ stato chiaro che la posizione della politica di Kabul e di Roma non era piu’ sostenibile. A fare la differenza sono stati tantissimi cittadini e autorita’ afgani, che hanno fatto pressione perche’ finisse “la guerra a Emergency”, perche’ tornassero ad esistere i 3 ospedali chirurgici, il Centro di maternita’ e quello di pediatria, le 23 cliniche e posti di primo soccorso sparsi per il Paese, le 3 cliniche all’interno delle prigioni.
Loro hanno fatto buona guardia, affinche’ quel patrimonio della collettivita’ non venisse saccheggiato o affidato agli sciacalli di turno. Loro hanno difeso i nostri ospedali e ci hanno convinto del grande sostegno che avremmo trovato tornando ad aprirli.
Cosi’ e’ stato. Abbiamo potuto riprendere le nostre attivita’ esattamente come prima della irruzione della politica nel nostro lavoro, i nostri ospedali e centri di medicina sono tornati ad essere luoghi neutrali e indipendenti, aperti a tutti, luoghi dove non si hanno ne’ si vogliono avere nemici, ma solo pazienti da curare.
Il 2007 e’ stato anche l’anno in cui ha aperto i battenti, sul Nilo Blu alla periferia di Khartoum, il Centro Salam di cardiochirurgia. Una struttura di assoluta avanguardia, il primo ospedale di alto e livello e gratuito per i malati di cuore nel continente africano.
In pochi piu’ di 6 mesi, al Centro Salam sono state operate oltre 300 persone, in larghissima maggioranza giovani e bambini. In molti si sono presentati all’ingresso, provenienti da tutte le parti del Sudan per uno strano tam tam che ha fatto sapere dell’esistenza del Centro a migliaia di chilometri di distanza. Molti altri sono arrivati da altri Paesi del continente, dal Ruanda e dalla Eritrea, dalla Repubblica centrafricana e dal Congo, dopo essere stati visitati e valutati a casa propria dai cardiologi del Centro.
Abbiamo scoperto nuove tragedie sanitarie, abbiamo constatato enormi e vitali bisogni insoddisfatti, insopportabili discriminazioni e ancora piu’ insopportabili sofferenze.
Ci siamo occupati dei pazienti, e continuiamo a farlo. Questa io credo sia Emergency, una associazione non di parte ne’ di partito, tenuta in vita solo dal consenso e dal contributo di centinaia di migliaia di cittadini italiani.
Grazie a tutti, buon anno e buon lavoro a tutti noi.


Gino Strada




permalink | inviato da mediterraneoblu il 14/1/2008 alle 19:40 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa


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